Osteopata: perchè?

 “Hai le mani calde come nonno Giuseppe” è una delle frasi che mi sono sentito dire più spesso da quando ne ho memoria (insieme a “mangia!” ma si sa, famiglia calabrese). Nonno Peppe faceva un lavoro umile e concreto e aveva le mani calde e callose. Ogni sera, dopo cena, si dedicava a massaggiare mia nonna in silenzio, i suoi piedi o le sue spalle, e io osservavo rapito mentre si prendeva cura di lei, che gli diceva “massaggiami un po' che ho male qui!”.
Se mi guardo indietro ritrovo in quei gesti naturali, in quelle abitudini tenere e dedite, lo stesso spirito con cui ho studiato, mi sono formato e con cui lavoro. È tutto qui, il senso di ciò che sono oggi. Essere (non “fare”, ma proprio “essere”) un osteopata, un massoterapista, un rieducatore funzionale, è il miglior modo che conosco per prendermi cura degli altri, per far stare bene le persone. Ed è stata una scelta affettiva, con radici profondissime, che è forza motrice del mio intero modo di essere il professionista che sono.

Foto in primo piano del dott. Giuseppe Dello Russo, Osteopata e Massoterapista
Foto in primo piano del dott. Giuseppe Dello Russo, Osteopata e Massoterapista

Sono un perfezionista, perché per me la questione è piuttosto seria (per citare, storpiandolo, il poeta Guido Catalano “con l’osteopatia non si scherza un cazzo”): mi formo continuamente, mi confronto con i colleghi, costruisco e arricchisco la mia rete collaborando con altri professionisti nell’ambito della nutrizione, della psicologia e psicoterapia o della medicina. 
Faccio in modo che ogni trattamento o sessione rieducazione sia un’esperienza nella quale il cliente o il paziente si sentano ascoltati, accolti. Voglio che le persone capiscano che sono lì per loro, per capire insieme come migliorare la propria condizione fisica.